D a n z a   O r i e n t a l e
Tiziana Brunetti -Talia-


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Tiziana Brunetti Talia

UN PO’ DI STORIA……
 
Il termine “Raqs Sharqi” significa "Danza Orientale", comunemente conosciuta in occidente come "Danza del Ventre", e rappresenta la danza classica, popolare e tradizionale dell’Egitto. Le sue radici sono antichissime e viene praticata ancor oggi, concepita come divertimento sociale, all’interno della famiglia o in occasioni particolari quali matrimoni, feste etc.. Tuttavia danza del ventre è la definizione più popolare e più diffusa della danza orientale, tanto nella versione tradizionale quanto moderna. 

ORIGINI DELLA DANZA ORIENTALE

Non esiste documentazione scritta sulla danza del ventre che risalga a periodi antecedenti il 1800.
Possiamo comunque provare a riscoprire nel corso della storia quelle danze che ci ricordano e si avvicinano alla danza del ventre.
Testimonianze archeologiche indicano che le donne erano molto considerate nelle civiltà pre-urbane e solo in seguito persero importanza. Ritrovamenti di numerose statuine e decorazioni parietali di molti luoghi sacri rappresentano soprattutto figure femminili e indicano che il culto della dea-madre era praticato in tutto il Medio Oriente. La dea babilonese “Ishtar” rappresenta il prototipo della Grande Dea, simbolo di fertilità, dell’amore e della sensualità. Le sacerdotesse la onoravano con Danze  propiziatorie e rituali magici attraverso il movimento del corpo allo scopo di raggiungere uno stato mistico per entrare in contatto con la Divinità. Le Danze non erano strutturate secondo canoni estetici, che si sono formati successivamente, ma improvvisate per dare libero sfogo all’espressività, all’emozione. Gesti semplici che rievocano i movimenti degli animali, del mare, della luna, del fuoco. Nella danza del ventre molti movimenti imitano diversi animali come il serpente o il cammello, le onde del mare, la forma della luna. Nella danza della fertilità (praticata da giovani donne che ballavano in onore della Dea Madre per affrontare i dolori e i segreti della maternità) ritroviamo i particolari movimenti dei fianchi che contraddistinguono la danza del ventre e lo shimmy o rasha, la particolare vibrazione del bacino.
Tutto questo perdurò fino all’avvento del cristianesimo, per poi scomparire completamente con le nuove regole religiose. Divenne poi una danza popolare ed assunse particolarità diverse, riferite alle scene della quotidianità e delle usanze del popolo, in ogni paese nel quale veniva praticata. Non celebrava più la divinità ma la storia di un paese e per lo più si inscenava durante le feste, i matrimoni ed in eventi particolari. Con l’avvento dell’Islam la danza orientele fu bandita da ogni tipo di manifestazione, sopravvivendo così ai margini della socetà, sviluppandosi soprattutto tra i nomadi. Alle popolazioni nomadi toccò il compito di mescolare stili diversi. Infatti dalle prime testimonianze che ci indicano solo il movimento dei fianchi, nei tempi a seguire questa danza ha subito molteplici influenze, dall’India fino alla Spagna, che l’hanno resa più ricca e articolata. Durante l’impero Ottomano assunse degli aspetti più raffinati, ma si diffuse molto negli Harem dei Califfi e fu penalizzata e considerata una danza lasciva ed oscena. 

LA DANZA ORIENTALE OGGI… 

Nel corso degli ultimi 150 anni la Danza del Ventre ha subito una trasformazione che in qualche caso non le rende onore.

Un altro equivoco è relativo al fatto che spesso le donne che danzano hanno suscitato reazioni ambigue da parte della società. Si può ipotizzare che il motivo sia che storicamente la danza del ventre fosse una pratica delle schiave, appresa per allietare i commensali di un banchetto o per animare una festa. Le danzatrici del ventre erano donne povere che si esibivano per denaro, non avevano quindi avuto la possibilità di ricevere un'istruzione, e non potendo ambire ad un matrimonio risolutivo per loro la danza del ventre era l'unico mezzo di sostentamento. Oggi che i riti in onore delle Dee non si praticano più, ne si danza dietro le porte sbarrate di un harem , ciò che conta è la profonda esperienza che ogni donna può fare di sé stessa nel rapporto con il proprio corpo e la propria femminilità.
Per le Danze Orientali, come per tutte le altre forme d'arte, il contesto storico, geografico e sociale influenza gli artisti ed in questo caso le danzatrici; di conseguenza, come per l’arte parliamo di opere medievali, rinascimentali, contemporanee ecc., anche nella Danza del Ventre è logico osservare un'evoluzione nello stile.
La Danza Orientale in occidente si è arricchita di nuove tecniche e questo l'ha modificata profondamente sotto diversi aspetti; negli ultimi decenni, in America ed in Europa, questa danza si è diffusa enormemente, inizialmente portata da danzatrici e coreografi mediorientali, sta diventando sempre più presente nel nostro quotidiano: vediamo movimenti sinuosi dei fianchi nei video musicali, esibizioni di danzatrici negli show televisivi.
Oggi esistono danzatrici occidentali che si sono avvicinate a quest'arte già da bambine; tutto questo porta ad una naturale “contaminazione” dello stile classico egiziano, dal Flamenco alla danza classica passando per l’ hip hop alla danza indiana; anche i movimenti e le musiche del folklore mediorientali trovano nuove vie nella Tribal Bellydance. 

GLI STILI DELLA DANZA ORIENTALE

RAQS SHARQI CLASSICO 

Sembra fosse lo stile ballato a corte. Raggiunge grande notorietà negli anni venti al Cairo con il caberet, uno spettacolo tipicamente europeo, dove si afferma come esibizione solista della danzatrice. Per sfruttare di più lo spazio scenico, le danzatrici integrarono nuovi passi come lo “chassè” ed adottarono la mezza punta per sembrare più leggere, sciolte ed eleganti.
In questo modo vennero attenuate la natura terrena e la pesantezza dei movimenti. La danza è basata su movimenti isolati ed articolati del bacino, del ventre, del busto e delle spalle, mentre le braccia si librano nell’aria incorniciando il corpo e disegnando linee precise e curve. I movimenti esigono controllo e coscienza dei muscoli e delle articolazioni, le quali essendo sciolte e libere da tensioni donano fluidità alla danza intera. 

BALADI 

Il termine “Baladi” significa “nativa” o appartenente al paese, facendo riferimento alla terra. Veniva danzato nei villaggi di tutto l’Egitto; il Baladi è lo stile popolare che viene danzato sin dall’infanzia.
In questo stile di danza protagonista è principalmente il bacino i cui movimenti sono forti, precisi ed essenziali, ci si sposta nello spazio attraverso semplici camminate molto spesso con tutta la pianta del piede appoggiata a terra e le braccia si muovono vicino al corpo assumendo delle posizioni naturali ed esatte. Il costume utilizzato è un tubino lungo e dritto con una fascia legata sui fianchi e degli spacchi laterali per agevolare gli spostamenti. Generalmente i capelli sono raccolti. 

SAIDI o Raqs el Assaya (Danza del bastone) 

La danza con il bastone in arabo "raqs el assaya", è uno stile originario dell'alto Egitto, ispirato ad un ballo tradizionale degli uomini egiziani che in passato utilizzavano il bastone per camminare e per difendersi.
La delicatezza e la femminilità sono i principali fattori che differenziano lo stile eseguito dalle donne da quello eseguito dagli uomini. La danzatrice dimostra tutta la sua abilità nel muovere il bastone orizzontalmente, verticalmente e trasversalmente, sempre in armonia con i movimenti del corpo.
Per interpretare la danza con il bastone si utilizza un ritmo che si chiama saidi, che come il baladi viene eseguito con la "galabeya" e con la fascia sui fianchi. Attualmente questa danza è un elemento caratteristico del folclore egiziano, da grande entusiasmo ed allegria a chi la esegue. 

Danza con la Spada 

In arabo "raqs al sayf", è una danza molto particolare , in cui la danzatrice deve eseguire una serie di movimenti delicati e sinuosi tenendo la spada in equilibrio sulla propria testa. Richiede una grande abilità e concentrazione; Questa danza ha origini molto antiche che ci riportano a tempi lontani; le danzatrici fatte prigioniere afferavano le spade dei loro gardiani e le sistemavano in equilibrio sopra la testa, continuando a ballare impavide con movimenti delicati e sinuosi, esprimendo con quel gesto che la loro anima non sarebbe mai stata prigioniera. 

Danza con i cimbali o sagat 

I sagat sono uno degli innumerevoli e più antichi strumenti arabi. Sono 4 piattini di metallo che si mettono sul pollice e sul dito medio di entrambe le mani. E' necessario che la danzatrice conosca i vari ritmi della musica araba per poter ballare e suonare a tempo di musica. 

Danza con il velo 

Il velo è sicuramente uno dei più affascinanti accessori utilizzati nella Danza Orientale, e da sempre contraddistinque la femminilità della donna araba; è sentimento, ci custodisce con delicatezza, coltiva i nostri misteri, i suoi movimenti rappresentano l'aria ed il movimento leggero delle ali della farfalla.